Londra e Milano
La sua storia comincia a Londra e prende forma a Milano, tra famiglia, scuola, amicizie e fede vissuta nel quotidiano.
Il documentario ufficiale · Ottobre 2026
Scopri al cinema il film evento che racconta la vita, l'eredità spirituale e il messaggio universale del giovane che ha cambiato per sempre il modo di raccontare la fede.
Il film
Ogni anno un milione di pellegrini fa visita alla sua tomba ad Assisi. Ottantamila fedeli hanno assistito alla sua canonizzazione, celebrata il 7 settembre 2025 in Piazza San Pietro da Papa Leone XIV. È Carlo Acutis, il giovane santo la cui testimonianza continua a richiamare fedeli e curiosi da tutto il mondo. A vent'anni dalla sua scomparsa, arriva al cinema dal 15 al 21 ottobre il documentario ufficiale, realizzato con il supporto della famiglia Acutis, con il patrocinio dell'Associazione Amici di Carlo Acutis e in collaborazione con la Fondazione Cariplo. Il film racconta la vita e l’eredità spirituale di Carlo attraverso uno sguardo intimo e contemporaneo che ne restituisce la dimensione umana prima ancora che religiosa. Realizzato con materiali inediti - tra fotografie, video privati e contenuti esclusivi come i video della canonizzazione - il film offre un ritratto autentico di un ragazzo che, in soli 15 anni di vita, ha lasciato un segno profondo e universale. Il film fa emergere una figura capace di abitare pienamente il proprio tempo, tra videogiochi, programmazione e Internet. La storia si sviluppa come un viaggio che attraversa la vita di Carlo fino al percorso di canonizzazione, restituendo un dialogo continuo tra vita terrena e dimensione del trascendente.
Carlo Acutis era un adolescente come tanti altri: aveva tanti amici, giocava a calcio, amava i videogiochi, girare video e l’informatica. Ma è riuscito, in soli quindici anni di vita, a lasciare un segno profondo e universale su milioni di persone nel mondo. Questo film racconta la sua vera storia con uno sguardo nuovo, a vent’anni dalla sua scomparsa e dopo un anno dalla sua canonizzazione celebrata da Papa Leone XIV. Scopri contenuti esclusivi, approfondimenti e materiali da condividere con la tua famiglia, la tua parrocchia, la tua scuola e con chiunque desideri conoscere più da vicino Carlo.
Educational
Nato a Londra nel 1991 e cresciuto a Milano, Carlo ha vissuto la normalità dei suoi anni con una scelta decisiva: restare vicino a Gesù, ogni giorno.
La Messa quotidiana, la preghiera, l’attenzione ai poveri e l’uso del computer e della rete per diffondere il bene raccontano una fede concreta e contagiosa, capace di parlare anche a chi oggi cerca senso e speranza.
MATERIALI
Per le comunità
Questo film può diventare un’occasione di incontro e di testimonianza: per pregare, dialogare con i giovani, coinvolgere i genitori e offrire un segno concreto di evangelizzazione.
Lista cinema
La sua storia
La sua storia comincia a Londra e prende forma a Milano, tra famiglia, scuola, amicizie e fede vissuta nel quotidiano.
L’Eucaristia diventa il centro stabile della sua giornata e del suo modo di guardare il mondo.
La vita spirituale si fa ancora più intensa, ma resta sempre intrecciata alla realtà di ogni giorno.
Tra scuola, tecnologia e amicizie, Carlo mostra che il digitale può diventare linguaggio di bene.
La leucemia arriva all’improvviso. Gli ultimi giorni vengono vissuti con una lucidità che lascia il segno.
Assisi diventa sempre più un luogo vivo per giovani, famiglie e pellegrini che si riconoscono nella sua storia.
La canonizzazione consegna la sua vicenda al mondo intero e ne rinnova la forza pubblica e culturale.
FAQ
Carlo Acutis è stato un ragazzo italiano nato a Londra il 3 maggio 1991 e cresciuto a Milano. Amava uscire con gli amici, suonare il sassofono, stare all'aria aperta e gli animali, l’informatica e i videogiochi, ma aveva soprattutto un profondo amore per Gesù. “Essere sempre unito a Gesù, questo è il mio programma di vita”, scriveva quando aveva solo sette anni. Morì a soli quindici anni, il 12 ottobre 2006, a causa di una leucemia fulminante. Oggi è conosciuto in tutto il mondo come il primo santo dell’era digitale, proclamato il 7 settembre 2025 a San Pietro da Papa Leone XIV.
La Chiesa ha riconosciuto in Carlo una vita vissuta in modo straordinario, seppur nella normalità. Carlo è stato in grado di trasformare ogni giornata in un’occasione per amare Dio e il prossimo: aiutava i bisognosi, faceva catechismo ai bambini, faceva volontariato alla mensa dei poveri. Dopo il riconoscimento di due miracoli attribuiti alla sua intercessione, è stato proclamato santo.
La sua popolarità nasce dall’unione tra una fede profonda e una vita assolutamente normale. Carlo studiava, usciva con gli amici, giocava ai videogiochi e utilizzava il computer, allo stesso tempo metteva il tuo tempo al servizio degli altri. La sua testimonianza continua a ispirare milioni di persone perché dimostra come sia possibile vivere la propria fede nel mondo contemporaneo, senza rinunciare alle proprie passioni.
Molto prima dell’arrivo dei social network, Carlo intuì che Internet poteva diventare uno straordinario strumento per evangelizzare. Creò siti web, catalogò i miracoli eucaristici e mise le sue competenze informatiche al servizio della fede. Non cercava follower o notorietà personale: voleva semplicemente aiutare altre persone a incontrare Gesù. Per questo oggi viene ricordato come "l’influencer di Dio".
Sì. Fin da bambino mostrò un talento eccezionale per l’informatica. Studiava manuali universitari, realizzava siti internet, utilizzava software professionali di grafica e sviluppava progetti complessi. Collaborò alla creazione di diversi siti web e dedicò moltissime ore alla realizzazione della mostra online sui miracoli eucaristici, oggi tradotta in numerose lingue e diffusa in tutto il mondo.
Sì, ma con equilibrio. Come tanti ragazzi della sua età amava i videogiochi, tuttavia si imponeva un limite preciso: circa un’ora alla settimana. Per lui il divertimento era importante, ma non doveva mai diventare una dipendenza o togliere spazio al rapporto con gli altri.
Nel 2006 Carlo fu colpito da una forma molto aggressiva di leucemia mieloide. La malattia si manifestò improvvisamente e si aggravò nel giro di pochi giorni. Morì il 12 ottobre, all’età di quindici anni. Durante la malattia offrì le proprie sofferenze "per il Papa e per la Chiesa", affrontando gli ultimi giorni con una serenità che colpì profondamente chi gli era vicino.
Il corpo di Carlo riposa nel Santuario della Spogliazione di Assisi, uno dei luoghi più significativi della spiritualità francescana. La sua tomba è visitata ogni anno da centinaia di migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo ed è oggi uno dei luoghi di pellegrinaggio più frequentati d’Italia.
Carlo amava profondamente san Francesco e trovava ad Assisi un luogo di pace, silenzio e preghiera. Vi trascorreva parte delle vacanze estive con la famiglia e considerava quella città un punto di riferimento spirituale. Non è un caso che abbia espresso il desiderio di esservi sepolto e che oggi proprio Assisi custodisca la sua tomba.
La sua frase più conosciuta è: "Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie." Con queste parole Carlo invitava i giovani a non inseguire le mode o il giudizio degli altri, ma a diventare la migliore versione di sé, mettendo i propri talenti al servizio del bene. Un'altra sua frase celebre è: "L'Eucaristia è la mia autostrada per il cielo". Questo paragone usa l'autostrada come analogia per spiegare la messa è il modo più veloce ed efficace per arrivare al paradiso.
Sì. Ogni settimana portava cibo, bevande calde, coperte e sacchi a pelo alle persone senza dimora di Milano. Conosceva molti di loro per nome e cercava di aiutarli con discrezione, senza raccontarlo a nessuno. Dopo il suo funerale, diversi senzatetto si presentarono spontaneamente per salutare la famiglia e ringraziarla per ciò che Carlo aveva fatto per loro.
I genitori di Carlo sono Andrea Acutis e Antonia Salzano. Quando Carlo era bambino non erano particolarmente praticanti, ma furono proprio la fede e l’esempio del figlio a riavvicinarli gradualmente alla Chiesa. Oggi Antonia Salzano continua a raccontare la sua storia attraverso libri, conferenze e incontri in tutto il mondo.
Perché quella di Carlo è una santità possibile e vicina, capace di dialogare con il presente e di proporre un’idea di eredità spirituale che continua a vivere nel mondo di oggi. La sua vita ci racconta che la fede può essere vissuta nella quotidianità, trasformando ogni gesto – anche il più semplice – in un’occasione per fare del bene. È questo che rende la sua testimonianza così attuale, soprattutto per le nuove generazioni.
Sì, la vita di Carlo è stata raccontata nel documentario ufficiale realizzato in collaborazione con la famiglia Acutis, "Carlo Acutis. Il giovane santo", in uscita nelle sale nell'autunno 2026.
Il documentario "Carlo Acutis. Il giovane santo", prodotto da Officina della Comunicazione, Nexo Studios e Our Films e diretto da Luca Salmaso sarà al cinema dal 15 al 21 ottobre.
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